Appello ai giovani truffatori telefonici
Oggi hanno cercato di truffarmi.
Dall'altra parte del telefono c'era un tizio con la voce da bravo ragazzo. Me lo vedo: un maglioncino blu scuro col colletto bianco che esce fuori; pantaloni di tessuto beige; l'apparecchio ai denti che gli fa pronunciare le parole in modo strano e capelli corti a spazzola.
"Ho il piacere di parlare col signor Zollo?". Non ha neanche aspettato la risposta.
"La chiamo dalla PincoPanco&PancoPinco. Ho notato che la sua offerta è partita da 0,1, poi è salita a 0,4 ma se vuole gliela abbasso a 0,2" stava palesemente leggendo; per di più senza fingere il minimo interesse.
"Aspetti un attimo che controllo", ho detto prendo il sito del mio gestore della corrente. "Sì, effettivamente ho un contratto che dice... di mandarti affanculo!"
Ho buttato giù incazzato nero; poi sono scoppiato a ridere. Accidenti, sono proprio uno stronzo. Tutti mi conoscono per l'ironia pungente, ma pochissimi per la mia sgarbataggine: quasi nessuno è riuscito a farmi perdere la ragione dalla rabbia. Ad ogni modo mi sono messo a ridere perché pensandoci bene, soffermandomi su tutto quello che era successo, sono giunto a una conclusione: non era un semplice truffatore, non era un balordo qualunque, era il peggior truffatore che io abbia mai incontrato nella mia modestissima relazione con i truffatori. E quando dico "peggiore" intendo che nessun lestofante con un briciolo di intelletto cercherebbe di truffare in quel modo.
E che non mi si venga a rifilare la solita scusa del truffatore modesto: "Ma la gente ci casca". La gente ci casca? Seriamente un truffatore scaltro direbbe "la gente ci casca"? Solo un truffatore pezzente direbbe così, non di certo uno che di truffe se ne intende! Un vero truffatore, uno che si fa rispettare, non va in giro a tentare la sorte sperando che il malcapitato ci caschi; non va bene! Così sembra quasi che il truffatore sia diventato la vittima: "poveraccio, cercava di truffarmi per portarsi a casa i miei 20 euro per sfamare sua figlia di due anni; speriamo che riesca a trovare qualcuno che si faccia truffare senza storie". Perdio, è patetico!
Tempo fa i truffatori erano dei veri e propri artisti: si presentavano davanti alla porta di casa tua; salutavano con garbo; ti proponevano un aspirapolvere, magari una macchinetta del caffè; ascoltavano i tuoi problemi e li facevano propri, soffrivano insieme a te; ti davano modo di pensare “cavolo, menomale che esistono delle brave persone al mondo”; e se ne andavano senza che tu te ne accorgessi, in punta dei piedi ma senza mai darti le spalle; ti ringraziavano per l’ospitalità. Ti lasciavano persino un numero di telefono finto; per eleganza, non per necessità. Così si truffano le persone! Non al telefono, sperando di trovare due sprovveduti a cui spillare 20 euro nel migliore dei casi.
Poi ci sono gli onesti truffatori che hanno un modo più “diretto” di trattare le persone. Sempre come gli altri, vengono proprio da te, e entrano con lo stesso garbo e con la stessa eleganza. Poi però chiudi la porta di casa, e ti rendi conto che il loro sguardo è un po’ cambiato, è un pochino più cupo. Poi con quello stesso sguardo intenso ti chiedono se vuoi comprare la loro aspirapolvere. Mentre te lo chiedono gli occhi ti fissano molto intensamente. Così tu ti rendi conto che quell'aspirapolvere o quella macchinetta del caffè andava davvero comprata. Certo, ti hanno fatto un po' di paura, ma capisci quanto sono potenti? Non servono minacce, niente insulti. Una leggiadria fuori ogni canone.
E ora mi rivolgo a te, giovane e inesperto truffatore: stai a sentire.
Se proprio vogliamo restringere al campo telefonico, dobbiamo precisare alcune linee guida che ti conviene seguire.
Innanzitutto, devi salutare al telefono e poi aspettare che l’interlocutore ricambi. Accidenti a te se non lo fai, devi empatizzare con la vittima.
È inutile dire “Ho il piacere di parlare col signor Zollo”, se poi non aspetti la risposta; non farti prendere dalla mania dei soldi! A quel punto io avrei detto “Sì, mi dica” e allora tu avresti risposto “Buongiorno” facendo percepire che dietro a quel telefono stai sorridendo come Spongebob quando saluta il vicinato. È così difficile? Così io avrei percepito un po’ di serenità in questo furto.
Poi devi essere empatico: non puoi andare dritto al sodo, non si truffa così. Niente formule del tipo “ho visto che la sua offerta…”. È così sciatto, è così scontato. Siamo per caso al mercato? Vuoi vendermi calzini mentre passo?
Andiamo avanti: "La chiamo dalla PincoPanco&PancoPinco, ho notato che la sua offerta è partita da 0,1 poi è salita a 0.4 ma se vuole io gliela abbasso a 0.2". Cosa significa “ho notato che”? Cambiamo prospettiva e fingiamoci un gestore della corrente di cui il nostro malcapitato si fida. A quel punto abbiamo semplicemente un’offerta migliore da proporre. Niente “ho notato che”, mica sei al bar! “Le volevo proporre un’offerta migliore della sua” basta per farmi pensare che sei il mio stesso fornitore, e che non cambieranno i contatti. In questo modo io mi sentirò quasi in dovere di ascoltarti, e potrai continuare a persuadermi.
Infine, non fare questi giochetti sciatti del “la sua offerta è partita da 0,1 poi è salita a 0.4 ma se vuole io gliela abbasso a 0.2”. Da quanto sei confuso sul da farsi, non si è nemmeno capito in che modo questo ammasso di parole dovrebbero sembrarmi attraenti, in che modo dovrebbero creare in me un bisogno che sarebbe stato soddisfatto solo pagando. Detto in quel modo sembra come un antivirus che appena installato ha fatto passare volutamente un virus nel computer per poi venderti la versione a pagamento dell’antivirus stesso. Porco cane, almeno quell’antivirus aveva un piano; tu invece vai a casaccio!
Detto questo, non mi rimane che augurarti un buon proseguimento di carriera, in modo che tu possa farti onore fra i lestofanti; in modo che tu possa migliorare emotivamente; in modo che tu possa fare di te un truffatore migliore giorno dopo giorno.
Spero che un giorno i nostri destini si incroceranno di nuovo, che ci mettano un’altra volta faccia a faccia, io e te, e che tu possa dimostrarmi quanto sei diventato grande.
Ma ricorda: fino a quel giorno la tua vita sarà fatta di stenti, di prove, di continui miglioramenti, che ti faranno cadere e rialzare, e per cui dovrai combattere, perché là fuori ci sono dei veri mostri; dei mostri che ti possono mettere alle strette. Non mi rivolgo soltanto a te, truffatore dilettante, ma anche a tutti i tuoi colleghi, perché là fuori ci sono persone che affineranno le loro tecniche, e come è ovvio che sia, vi spingeranno a prendere l’unica via conosciuta: quella strada indistinta, di cui non si vede una fine, rigorosamente... affanculo!