Diario di un note-taker - 1

Come prendere appunti male.

Diario di un note-taker - 1

In università avevo un modo davvero strano di prendere appunti. Quando dovevo studiare per un esame scrivevo decine e decine di fogli che contenevano tutto quello che probabilmente mi avrebbero chiesto. Li portavo in giro dentro una bustina trasparente per fogli. Col passare dei giorni quei fogli ingiallivano e si stropicciavano, e io speravo finalmente di poterli buttare via.

Queste sono le prime pagine di un esame qualsiasi:

La tecnica era semplice: prendevo un primo foglio e scrivevo con un pennarello il capitolo. L'altra facciata conteneva l'indice di quel capitolo.
Poi su un altro foglio scrivevo il primo paragrafo, che poteva essere un paragrafo (e quindi un altro titolo) oppure una nota atomica, ovvero un pezzettino di informazione che non dipende strettamente dalle altre.
Nell'immagine si vede il capitolo "Aritmetica", che contiene due note atomiche ("teorema della divisione con resto" e "proprietà dell'operatore modulo") e due paragrafi ("naturali" e "interi"), che a loro volta contengono altre note atomiche.
Era un sistema dove ogni foglio poteva essere solo due cose: un capitolo (o paragrafo) oppure una nota.
In pratica ogni foglio era un file oppure una cartella, come sul computer.

Poi c'erano le note che prendevo su argomenti esterni all'università: quindi che non dovevo studiare. Prendevo appunti direttamente sui libri. Evidenziavo capitoli e paragrafi con due colori diversi, arancione e giallo.
Molto spesso tracciavo una parentesi quadra per raggruppare più righe, e poi scrivevo qualcosa lungo la linea verticale.
Condividerei molto volentieri una pagina di un libro per far vedere un esempio, ma ho paura che la polizia mi sbatta in galera per problemi di copyright. Direi che è arrivato il momento di informarsi, perché sto bene a casa mia.

Infine c’erano le note che prendevo sugli ebook. Ho un vecchio Kindle Paperwhite che mi ha venduto una tizia tramite Subito. Ricordo che me lo ha lasciato per trenta euro, e considerato che sono passati dieci anni e che la batteria non si è deteriorata: direi che ho fatto un buon affare. Aveva anche un’inguardabile cover bianca e verde, effetto marmo ma in realtà era solo plastica, che ho tenuto per ben 9 anni non so per quale motivo. Grazie tizia.
Le annotazioni venivano salvate su un file chiamato “My Clippings.txt”, che era fatto in questo modo:

Le avventure di Ginocchio (Carlo Zollodi)
- La tua nota a pagina 290 | posizione 4434 | Aggiunto in data martedì 27 maggio 2025 08:41:48

Un appunto completamente inutile ma che verrà messo insieme agli altri. Un destino così crudele.
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Le raccoglievo collegando il Kindle al computer, e le incollavo in un enorme file "citazioni.txt".

Questa era la situazione prima che iniziassi a pensare a un modo migliore. I principali problemi erano:

  • gli appunti dell'università non erano appunti ma enormi riassunti di roba già masticata dalla mia testa, e quindi la maggior parte della roba che c'era scritta non aveva nessun motivo di esistere
  • gli appunti che prendevo sui libri cartacei erano semplicemente delle evidenziature con qualche parola che cercava di sintetizzare
  • gli appunti presi su Kindle venivano aggiunti ad un unico file enorme e illeggibile, che si trovava da qualche parte sul mio computer
  • nessuno dei tre tipi di appunto comunicava con gli altri, né tantomeno aveva qualcosa di interessante da dire
  • nessuno dei tre mi faceva riflettere su cosa avevo appena scritto; tutto era completamente inutile

Dopo essermi reso conto di questo gran casino mi sono messo alla ricerca di una soluzione migliore. Ma ora è tardi e ho fame.

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