Metal Gear Solid, Viktor Frankl e come trovare il significato della vita

La logoterapia non cerca di trovare un motivo per vivere, cerca un perché in grado di dare significato alla sofferenza della vita. Snake fra guerra e bugie cerca proprio quel perché.

Metal Gear Solid, Viktor Frankl e come trovare il significato della vita

Nel 1998, oltre a essere nato io, Metal Gear Solid fece qualcosa di più che ridefinire i giochi di spionaggio: raccontò una storia di identità, di morte, di libertà, usando il videogioco come espediente per guardare l’essere umano privo di significato.

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Per quanto io mi sia sforzato per non fare spoiler sul videogioco: sappiate che non ci sono riuscito.

In Metal Gear Solid dei terroristi si stanno impossessando di un'arma nucleare, e gli Stati Uniti d'America intervengono dando inizio a un'operazione segreta per sventarli. L'operazione è dunque in stato di allerta rosso, e poche persone sono a conoscenza di grandi segreti che girano intorno alla vicenda. Solid Snake, un soldato che fino a quel momento si era ritirato dalle operazioni militari, accetta di tornare sul campo di battaglia. Ma dietro le operazioni di spionaggio e la politica internazionale si nasconde un tema centrale: cosa significa non avere un significato per vivere? Cosa facciamo quando non abbiamo uno scopo?

La colonna sonora di Metal Gear Solid

La domanda è profondamente frankliana. Viktor Frankl, psichiatra, psicologo, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, è conosciuto come il padre della logoterapia, un approccio psico-terapeutico che mette in primo piano il bisogno dell'uomo di dare significato alla propria vita. La logoterapia non cerca di trovare un motivo per vivere, ma cerca di trovare un motivo per sopportare la pesantezza della vita, un perché in grado di dare significato alla sofferenza della vita. Snake fra guerra e bugie cerca proprio quel perché.

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Viktor Frankl - foto di Prof. Dr. Franz Vesely

Da dove viene la mancanza di significato nella vita?

Viktor individuava con precisione l'origine del vuoto che sentiamo nella vita. Per lui, l'uomo di oggi si trova in una situazione unica nella storia: ha perso sia gli istinti che lo guidavano, sia le tradizioni che lo orientavano. Di conseguenza, "non sapendo ciò che deve e tanto meno ciò che dovrebbe fare, molto spesso non saprà più neanche ciò che in fondo vuole."

Senza queste due bussole spesso non sappiamo cosa vogliamo. Per Viktor l'uomo in queste condizioni può reagire in soli due modi, due derive opposte: il conformismo, dove "desidera solo ciò che gli altri fanno", e il totalitarismo, dove "fa ciò che gli altri vogliono che egli faccia". Metal Gear Solid mostra perfettamente questa divisione attraverso i suoi protagonisti.

Solid Snake - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Snake rappresenta la deriva totalitarista del vuoto. Quando Meryl Silverburg, giovane soldato che Snake incontra durante la missione, nonché nipote del colonnello che coordina l'operazione, gli domanda se sia un eroe la sua risposta è secca: "Sono solo un uomo che sa fare bene il suo lavoro. Uccidere. Un mercenario non vince e non perde, gli unici vincitori in guerra sono le persone." Ma quando lei ribatte che quindi combatte per le persone, lui confessa la sua condizione esistenziale: "Non ho mai combattuto per qualcuno. Non ho uno scopo nella vita. Nessun obiettivo finale...". Snake dunque sembra soffrire di una mancanza di significato, e reagisce secondo il totalitarismo: fa quello che gli altri vogliono che lui faccia.

Meryl - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Meryl, dall'altro lato, rappresenta il conformismo frankliano. Lei stessa ci rivela quanto si sia ingannata: "Il mio sogno era diventare un soldato. Ma mi sbagliavo... non era davvero mio quel sogno". Aveva costruito la sua identità seguendo un modello esterno, quello del padre morto in guerra, non per comprenderlo veramente ma per evitare di confrontarsi con se stessa: "La verità è che ho semplicemente paura di me stessa, di prendere delle decisioni che riguardino la mia vita."

Come se non bastasse, Snake e Meryl si trovano a combattere contro Psycho Mantis, un soldato dotato di poteri psichici che riesce a prendere il controllo della mente di Meryl. Il suo corpo e la sua volontà diventano strumenti nelle mani di un altro, metafora perfetta di come il conformismo ci trasformi in burattini manipolati dai desideri altrui.

Meryl posseduta da Psycho Mantis - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Snake e Meryl vivono in quella che Viktor chiama "la condizione del vuoto", che in assenza di un significato autentico per vivere ci fa perdere; ci allontana sempre di più dal nostro vero significato.

Il significato non si crea: si scopre.

Viktor era chiaro su un punto fondamentale: "Il significato non può essere dato: esso deve essere trovato". Questa scoperta non può essere affidata ad altri, non può essere imposta dall'esterno, e soprattutto "è qualcosa da scoprire, non da creare". Oltretutto, questo processo di scoperta è rischioso e incerto.

Fino all'ultimo momento della vita, fino all'istante di esalare l'ultimo respiro, l'uomo non potrà sapere se effettivamente ha realizzato il significato della sua vita, oppure si è continuamente ingannato.
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Foto di Pop & Zebra / Unsplash

Purtroppo questa ricerca deve essere autentica, deve venire da un'acuta osservazione di noi stessi, e non sempre riusciamo a essere razionali guardandoci dal nostro stesso punto di vista. Questo ci porta a volte a sbagliare strada, e a non finire nel nostro autentico significato di vita, ma su dei falsi significati: Viktor li chiamava non sensi. In Metal Gear Solid questa dinamica emerge chiaramente attraverso l'evoluzione di Snake e Meryl intrappolati in non sensi: lui nella sottomessa meccanica del soldato perfetto, lei nell'imitazione di un modello paterno mai veramente compreso. La loro storia parla del processo di scoperta di significati autentici; di motivi per vivere significativamente.

È tempo di guardare in profondità dentro di me. Voglio capire chi sono e che cosa posso fare; voglio capire perché fino a oggi ho vissuto come ho vissuto.

La sofferenza dà significato alla vita

Uno dei contributi più profondi e discussi di Viktor alla comprensione dell'esistenza umana riguarda il ruolo della sofferenza. Per lui, "ciò che importa è l'atteggiamento che si assume di fronte alla malattia, ciò che conta è l'atteggiamento giusto". La sofferenza inevitabile diventa un'opportunità: "Il 'come' l'uomo sopporterà una sofferenza inevitabile racchiude una possibilità di significato dell'esistenza".

Questa non è una glorificazione del dolore, ma il riconoscimento di una verità psicologica fondamentale: quando non possiamo cambiare qualcosa di esterno a noi, l'unico ambito di libertà che ci rimane è il nostro atteggiamento interiore.

Allorché ogni azione suscettibile di modellare il destino diventa impossibile, occorre allora adottare l'atteggiamento che conviene di fronte al destino che si impone.
Naomi Hunter, Meryl Silverburg e Solid Snake rappresentati durante le chiamate radio - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Ci troviamo in uno dei punti di svolta che Metal Gear Solid ci offre. Snake e Meryl sono stati catturati dai terroristi. Snake si trova in una stanza delle torture per estorcergli delle informazioni, ma che lui non conosce. I terroristi allora lo mettono alle strette, assicurando che la storia potrà finire in soli due modi: o muore lui dopo atroci sofferenze, oppure chiede di essere risparmiato e in questo caso uccideranno Meryl. Snake dopo aver sofferto le più infime torture non ce la fa più; chiede di essere risparmiato. Non vedrà più Meryl per il resto della storia, rimanendo preda dei sensi di colpa. La disperazione lo porterà a evitare in tutti i modi il confronto con se stesso, a evitare in tutti i modi la sofferenza. Arriverà addirittura a chiedere disperatamente una distrazione a Naomi Hunter, la dottoressa che lo assiste via radio durante la missione; qualsiasi pur di allontanarlo dalla sofferenza: "Naomi, per favore, parlami. Dimmi qualcosa che non mi faccia pensare al dolore".

La tortura di Snake - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

La distrazione prosegue fino a quando non trova il corpo senza vita di Meryl. Snake attraversa una crisi totale:

Perdonami. Ho fallito! Mi sono arreso alla paura! Mi sono arreso al dolore! Ho venduto la tua vita per salvare la mia! Sono una nullità, non sono l'eroe che credevi! Io non sono niente!!!
Snake scopre Meryl morta - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Quell'istante non rappresenta soltanto l'apice della sofferenza del percorso di Snake, ma anche il momento più significativo dal punto di vista frankliano. È qui che Snake deve confrontarsi con la realtà della perdita, con il peso delle sue scelte, con la natura tragica dell'esistenza. Non può più nascondersi dietro alla maschera del soldato perfetto; è rimasta una sola cosa da fare: accettare.

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Foto di Thomas Vimare / Unsplash

L'accettazione della sofferenza diventa, per Frankl, "la più alta prestazione che all'uomo sia dato di realizzare". Citando Hermann Cohen, aggiunge: "la sofferenza è la più grande dignità dell'uomo" non perché buona in sé, ma perché il modo in cui la affrontiamo ci dà dei riferimenti su quale sia il significato della nostra vita.

Questa trasformazione di Snake attraverso la sofferenza non è presentata in modo romantico, ma mostrata come un processo doloroso, necessario ma non desiderabile. Snake non cerca la sofferenza, ma quando la incontra nel momento decisivo deve scegliere come rispondervi. Ed è questa scelta che definisce il suo carattere.

Non cerchiamo la felicità, ma un motivo per essere felici

Oserei dire che l'uomo in fondo non vuole la felicità di per sé, ma cerca un motivo per essere felice. Di fatti appena si ha un motivo di felicita, ecco che questa ne viene di conseguenza e con essa il piacere. […] Come avviene tale abbandono patogeno di un «motivo per essere felice»? Attraverso un orientamento forzato verso la felicità, verso il piacere. Kierkegaard ha espresso tale concetto con precisione estrema asserendo che la porta della felicità si apre solo verso l'esterno: chi tenta di forzarla in senso contrario finisce con il chiuderla ancora di più.
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Foto di Inna Bulchak / Unsplash

Frankl faceva una distinzione fondamentale tra la ricerca diretta della felicità e la ricerca del motivo che può portare alla felicità. La felicità, sosteneva, non può essere cercata direttamente senza diventare impossibile da raggiungere. Emerge invece come risultato di una vita piena di significato.

Questa intuizione è confermata da Naomi, che rappresenta l'evoluzione da una ricerca scientifica dell'identità a una comprensione più profonda del significato della sua vita. Medico e genetista che supporta Snake durante la missione, Naomi aveva inizialmente cercato di definire se stessa attraverso la genetica: "Ti ho già detto il motivo per il quale mi sono sempre interessata di geni e DNA. Perché volevo scoprire chi ero... da dove ero venuta". Credeva che analizzando il suo DNA avrebbe potuto scoprire le sue origini, il nome dei suoi genitori, qualcosa che le dicesse di più della sua identità.

Pensavo che, una volta che ci fossi riuscita, avrei avuto chiaro davanti a me il percorso da seguire nella vita. Ma mi sbagliavo. Non ho trovato niente. Non ho imparato niente.

Naomi si dispera non solo perché non riesce a trovare le informazioni che vuole, ma anche perché è convinta che la sua felicità dipenda da quelle informazioni.

Il momento più importante del suo percorso arriva quando realizza che stava cercando solo di essere felice, e che in quel modo non lo sarebbe mai stata: "Fino a oggi ho sempre cercato un motivo per vivere: d'ora in poi, però, vivrò e basta". Questa non è una rinuncia, ma il riconoscimento che la felicità emerge dal vivere una vita piena di significato; la felicità deriva dal motivo per cui siamo felici.

La vita ha sempre senso

Nessuna situazione della vita è realmente priva di significato. Questo vuol dire che gli stessi elementi che apparentemente sembrano segnati dalla negatività possono essere sempre trasformati in una conquista, in un'autentica prestazione, a patto che si assumano nei loro confronti un atteggiamento e un'impostazione giusti.

Non esistono situazioni realmente prive di significato. Anche quando tutto sembra perduto, anche quando siamo al culmine della disperazione, rimane sempre la possibilità di dare un senso alla propria vita. Snake, alla fine del suo percorso, non cancella i suoi errori né evita le conseguenze delle sue scelte. La morte di Meryl rimane un peso che porterà con sé, la sua natura di soldato-mercenario non sparisce magicamente, le cicatrici della tortura restano impresse nel suo corpo e nella sua mente. Eppure, è proprio attraverso l'accettazione di questa realtà dolorosa che riesce a trovare un significato nuovo e autentico alla sua esistenza.

Snake in motoslitta - Screenshot da Metal Gear Solid © Konami

Metal Gear Solid ci mostra che anche nelle situazioni più disperate conserviamo sempre un margine irriducibile di libertà: la libertà di scegliere il nostro atteggiamento. È una libertà che nessuna tortura può toglierci, nessuna manipolazione mentale può distruggere, nessuna disperazione può annullare completamente.

Quello che Snake, Meryl e Naomi scoprono alla fine del loro viaggio è quello che tutti noi possiamo scoprire: che il significato della vita non si trova nelle risposte che cerchiamo al di fuori di noi, ma nel modo in cui scegliamo di vivere le questioni che la vita ci pone. Anche quando tutto sembra perduto, soprattutto quando tutto sembra perduto, rimane sempre aperta la porta verso un significato più profondo, verso una comprensione più autentica di chi siamo veramente.


Note

  • Questo testo non vuole essere meticoloso sulla storia di Metal Gear Solid, e non ha l'ambizione di dichiarare l'esistenzialismo come unico tema della storia: ho solo fatto uno zoom sulla vita dei personaggi per far emergere quello che ho ritenuto più interessante. I temi trattati sono molti di più.
  • Ad oggi ho avuto modo di giocare solo al primo capitolo della saga, dunque l'articolo si riferisce unicamente a Metal Gear Solid.
  • Per quanto possa essere universale, questo articolo parla di uno dei due finali: non so se considerazioni analoghe possono essere fatte sull’altro.

Fonti e opere affini

  • (Videogioco) - Metal Gear Solid - primo capitolo della saga
  • (Libro) - Uno psicologo nei lager, Viktor Frankl - parla della sua esperienza nel lager e di come si è salvato la vita grazie a quella che solo dopo avrebbe chiamato logoterapia.
  • (Libro) - La sofferenza di una vita senza senso, Viktor Frankl - da qui derivano tutte le citazioni di questo articolo. Purtroppo molto di quello che ha scritto Viktor Frankl è un insieme di testi “appiccicati insieme” spesso frutto di conferenze che teneva in giro per il mondo, dunque si trovano spesso delle parti ripetute in vari libri. Per esempio, sconsiglio fortemente l’acquisto di questo, perché è identico in termini di contenuto a La sofferenza di una vita senza senso. Tutti gli altri libri in questa lista non contengono parti ripetute, o almeno ci provano con buoni risultati.
  • (Libro) - Dio nell’inconscio, Viktor Frankl - e con questo ho finito. Sicuramente ci saranno anche altri libri che contengono altri scritti, nel caso informatevi, anche se è difficile capire cosa ci sarà dentro. E visto che ci siete, nel caso vi foste informati, potete commentare questo articolo nella sezione qui sotto, oppure mandarmi una mail: mi farebbe molto piacere. Occhio a non fare lo stesso mio errore: le ultime edizioni Mondadori Oscar Bestseller Spiritualità contengono in grande parte pezzi che si trovano negli altri libri, ma costano quattro volte di più (anche no!)
  • (Film) - Toy Story 1 - Sì, Toy Story. Un altro esempio di totalitarismo. Buzz Lightyear è convinto di essere uno Space Ranger al servizio del Comando Stellare, ma in realtà è un semplice giocattolo. Di lui sono stati creati milioni e milioni di copie. Chi l’ha fabbricato ha salvato nella memoria delle frasi sulla sua identità, che vengono riprodotte alla pressione dei suoi bottoni. Buzz, nonostante tutti lo avessero avvisato fin da subito, accetta di essere un giocattolo guardandosi in una pubblicità in televisione.